petrol free

Petrol Free

Il marchio Petrol Free, per prodotti più salubri e naturali.

Indice

Che cosa certifica il marchio Petrol Free?

Dalle plastiche, alle fibre sintetiche, agli spray

Petrol Free è un marchio nato nel 2015 come decisione dell’azienda italiana Vernici Solas (link interno) e permette di identificare tutti quei prodotti che non hanno al loro interno derivati del petrolio.

I requisiti per poter ottenere la certificazione sono contenuti in un decalogo rilasciato agli interessati direttamente dalla Solas. La certificazione riguarda il singolo prodotto, quindi un’azienda che si vuole certificare Petrol Free, può sfruttare il marchio come garanzia di una linea naturale separata dal resto della produzione.

Nella vita quotidiana i prodotti derivati dal petrolio sono una quantità incalcolabile, basti pensare alla plastica, alle fibre sintetiche, agli spray. Quasi ogni oggetto ha un legame più o meno diretto con questo idrocarburo. La certificazione Petrol Free si rivolge a tutti i settori, a tutti gli articoli che contengono derivati del petrolio: dopo essere stati reingegnerizzati per escludere questi componenti, è possibile richiedere la certificazione.

La realizzazione di prodotti Petrol Free non è per niente facile, perché spesso occorre studiare formulazioni molto complesse per poter utilizzare materiali naturali invece degli additivi chimici, senza alterare le prestazioni tecniche. Ma con questo processo si orienta la filiera verso un modus operandi sostenibile, senza danni nel breve e lungo periodo per la salute dell’ambiente e delle persone.

Al momento il marchio Petrol Free è legato principalmente al settore delle vernici, dunque è bene
spendere qualche parola su questo campo. Quali sono i vantaggi ottenuti scegliendo una vernice naturale rispetto ad una tradizionale? Per rispondere è necessario introdurre il concetto di COV.

Che cosa sono i COV (o VOC)?

Composti Organici Volatili

La sigla VOC indica i composti organici volatici, in inglese Volatile Organic Compounds. Organic è il termine anglosassone per Biologico, e i VOC sono innanzitutto dei composti organici, ovvero contengono almeno l’elemento C, il carbonio, legato ad altri elementi quali idrogeno, cloro, silicio… ad eccezione degli ossidi e dei carbonati. L’aggettivo volatile infine si riferisce all’attitudine del composto di passare dallo stato liquido o solido a quello gassoso, tramite evaporazione o ebollizione. Le normative che regolano questi elementi stabiliscono quali sono i criteri perché un materiale debba essere considerato pericoloso, in base alla capacità dei suoi componenti di volatilizzarsi nell’ambiente.

I COV possono essere di origine naturale, biogenici, o prodotti dall’uomo, antropogenici. Possono derivare da processi di combustione, come i gas di scarico, ma anche da oggetti immobili, come una scrivania o una parete.

I COV indoor

Consigli per ridurre i COV negli ambienti interni

Mentre si sente parlare spesso dei COV che si diffondono nell’ambiente, si parla poco degli effetti di queste molecole negli spazi chiusi. Qui è dove passiamo la maggior parte della nostra quotidianità, circondati inconsapevolmente da sorgenti di COV antropogenici che raggiungono una concentrazione maggiore, e dei quali, di conseguenza, aumenta la pericolosità.

I COV possono incidere sulla salute nel breve periodo, con malesseri quali emicrania, nausea e irritazioni, ma possono anche portare effetti peggiori se l’esposizione è prolungata. Alcuni di questi, ad esempio la formaldeide e il benzene, sono dimostrati essere addirittura cancerogeni.

Il Ministero della Salute consiglia di ventilare sempre adeguatamente gli ambienti, soprattutto quando si fanno dei lavori in casa che prevedono l’aggiunta di nuovi materiali e fare una manutenzione periodica dei riscaldamenti e delle cappe di aerazione, che vanno sempre utilizzate.
Serve poi prediligere prodotti con bassi valori COV certificati, anche se non è detto che questo sia
sufficiente. Infatti nelle certificazioni è sempre considerato l’articolo singolo, ma se si vanno a sommare le quantità di emissioni dei diversi oggetti all’interno di una stanza, molto spesso si raggiungono valori ben più alti di quelli consentiti.

In sostanza non resta che cercare di limitare il più possibile i prodotti che contengono COV, anche quelli certificati per legge.

Inoltre è bene ricordare che i COV non generano possibili danni solo come prodotto finito in una casa, ma ci sono tutti i processi di produzione e persone che lavorano quotidianamente con questi materiali pericolosi.

La formazione e la diffusione di queste informazioni devono essere alla base della società sostenibile e consapevole del presente, in ottica futura.

I COV in pitture e vernici

La regolamentazione europea

Tra le diverse norme europee che riguardano i composti organici volatili, un paio si riferiscono in modo specifico al settore. Si tratta di:

  • Decreto n. 161 del 2006, sulla limitazione delle emissioni di COV dovute all’uso di solventi in pitture e vernici, con lo scopo di ridurre l’inquinamento atmosferico.
  • Normativa Ecopaint del 1 gennaio 2010 che si occupa dei limiti per i COV in vernici e pitture murali.

La problematica maggiore di queste legislazioni è che prendono in considerazione la quantità dei COV all’interno di un prodotto, più che la loro provenienza.

Infatti alcuni composti hanno un’origine naturale e non portano i danni che invece si hanno per l’inalazione dei derivati petrolchimici, ma se si guarda solo ai valori è come se lo si intendesse.
Per questo con la certificazione Petrol Free si ha la sicurezza di portare dentro casa un articolo naturale e non dannoso, che non pregiudica il nostro benessere.

I materiali certificati Petrol Free nel catalogo Solas

Vernici per legno, muro e smalti

Il marchio Petrol Free al momento si trova principalmente negli articoli realizzati da Vernici Solas, che è tra i principali produttori del settore in Europa, ed il primo in Italia.

Il catalogo dell’azienda si suddivide in tre macro sezioni: legno, muro e smalti. Si passa quindi dalle
idropitture lavabili antimuffa, ai fondi coloranti antiruggine, alle finiture per esterni ed interni. In breve la Solas produce i materiali necessari non solo alla verniciatura, ma anche al trattamento e al mantenimento di varie superfici, quali possono essere pareti, legno, cotto o ferro. Tutti questi prodotti sono certificati Petrol Free, che garantisce, come già detto, l’assenza totale di emissioni COV di origine petrolchimica.

Il certificato Petrol Free nell’arredo

Coloranti all’acqua, impregnanti ad olio o a cera

Tra i prodotti certificati Petrol Free, quelli che riguardano il settore arredamento più da vicino sono le vernici per il trattamento del legno di porte, mobili e letti. Si tratta di vernici all’acqua o impregnanti realizzati con oli, cere e resine vegetali che, in quanto tali, permettono una corretta traspirazione, evitando l’insorgere di muffe.

La provenienza di questi prodotti garantisce che i COV emessi non siano dannosi per la salute umana e biologici al 100%.

Per esempio, si può trattare di sostanze come aceti o oli essenziali, con un valore di persistenza nell’aria di brevissima durata, al contrario dei derivati petrolchimici. Per alcuni di questi, come i ben noti CFC (cloro fluoro carburi, che si trovavano nelle bombolette spray ed in molti composti chimici, considerati dannosi per l’ozono), si parla d tempi di dimezzamento, ovvero di decomposizione, di migliaia di anni. Quindi anche una volta fuoriusciti dalle nostre case, restano comunque a recare danno a tutto l’ambiente che ci circonda.