Lana di Cammello

Una lana utilizzata da secoli che non ha bisogno di essere tosata

Indice

Le caratteristiche della lana di cammello

Igroscopica e traspirante, protegge dagli sbalzi di temperatura del deserto

Tra i diversi tipi di fibra animale che vengono utilizzati dall’uomo sin da lunga data, c’è la lana di cammello. È più probabile che si conosca solo l’omonimo colore, molto noto nel settore della moda, ma in realtà ci sono una serie di benefici che hanno reso la lana di cammello un materiale pregiato. Essi riguardano non solo le sue proprietà naturali, ma anche la sua sostenibilità.

Innanzitutto bisogna chiarire che il cammello è un animale dell’Asia Centrale, è quello con le due gobbe, a differenza del dromedario che ne ha solo una ed è diffuso nella penisola arabica. Capirne la provenienza rende meglio l’idea del tipo di pelo che li ricopre e perché si parla di lana di cammello più che di dromedario. Il primo, infatti, vive in un territorio nel quale gli sbalzi di temperatura raggiungono i 50-60°
durante l’anno, come ad esempio nel Deserto del Gobi.

La lana ricopre il cammello per proteggerlo dal freddo in inverno, ma con l’inizio della primavera si stacca naturalmente attraverso un processo di muta. Il dromedario invece non subisce questo cambiamento. Sebbene in volumi molto minori, anche la sua lana è presente sul mercato, ma è una fibra più grossolana e con usi più limitati, anche a causa della sua lunghezza.

La quantità di lana che può essere ricavata da un cammello ogni anno è limitata alla decina di chili, ma paragonata a quella di pecora, ha alcune proprietà addirittura migliori. Per esempio, l’igroscopicità, ovvero la capacità di assorbire l’umidità, è maggiore, rendendo i prodotti che utilizzano questo materiale più asciutti. La fibra che è leggera e fine al tatto, è capace di isolare l’animale mantenendo il calore al suo interno e consentendo una traspirazione naturale ed equilibrata. Questo permette ai nomadi di utilizzare indumenti realizzati con la lana di cammello anche per proteggersi dal calore dell’estate, mostrando una grande capacità termoregolatrice.

Un aiuto all’economia locale

Il cammello non è allevato principalmente per la lana

La lana di cammello proviene principalmente dalle regioni dell’Asia Centrale, in particolare Cina e Mongolia. Qui non è soltanto allevato per la lana, ma piuttosto per essere d’aiuto ai nomadi negli spostamenti e come fonte di nutrimento.

Questo fa sì che la raccolta della lana abbia mantenuto i metodi tradizionali, ovvero non si procede alla tosatura, ma si pettina il cammello o la si raccoglie quando cade naturalmente. Gli animali, prezioso mezzo di trasporto, non vengono per nulla stressati durante questo periodo. Per gli allevatori, che di solito hanno una vita piuttosto difficile, la lana rappresenta una possibilità di reddito aggiuntiva.

Diverse zone del cammello presentano una diversa qualità di produzione. La fibra più pregiata è quella che cresce sul ventre, che si presenta fine, soffice e di una lunghezza dai 3 ai 12 centimetri, mentre la lana esterna, che può arrivare a 40 centimetri, è molto più grossolana.

Produzione e lavorazione

La lana di cammello è un materiale sostenibile

Le lavorazioni che si eseguono dopo la raccolta sono simili a quelle che si utilizzano ad esempio per il cashmere. Si tratta di processi che hanno lo scopo di separare le fibre di lunghezze diverse, che differiscono sia per lavoro che come scopo d’utilizzo. È la de-giarratura, che divide la giarra, ovvero la lana esterna più grezza e le impurità attraverso il lavaggio e una minuziosa selezione dal soffice vello interno.

Terminato questo processo la lana è pronta per la filatura.

La lana di cammello è un materiale naturale con processi di produzione altrettanto ecologici, che non prevedono l’utilizzo di additivi chimici dannosi, ma mantengono le sue proprietà originarie. Trattandosi di un materiale pregiato, anche gli scarti vengono solitamente utilizzati, ad esempio per le imbottiture, se sono troppo corti per essere filati. Allo stesso modo si ricercano nuovi impieghi per i prodotti a fine vita.

La lana di cammello resta comunque una fibra biodegradabile, cosi come le altre di pecora, se si ha la cura di acquistare prodotti che contengono solo lana vergine non mischiata con fibre sintetiche.

Articoli in la lana di cammello

Non solo giacche e maglioni. La lana di cammello nell’arredo

Le ottime proprietà isolanti e la capacità di termoregolazione, rendono questa lana ambita nel settore dell’abbigliamento e del bedding.

Sul mercato sono disponibili cappotti, giacche, maglioni e guanti realizzati al 100% con fibra vergine, così come, soprattutto per la calzetteria, si trovano numerosi prodotti in misto nylon, lana o fibra riciclata di qualità minore.

Nel settore arredo la lana di cammello è utilizzata per realizzare le fodere invernali di molti materassi, o come imbottitura per trapunte pregiate, in grado di consentire un riposo caldo con ottime proprietà traspiranti.