Lattice Naturale

Il lattice: le caratteristiche naturali, la lavorazione e i suoi utilizzi.

Indice

Una panoramica sul lattice

Dall’albero della gomma il materiale più elastico al mondo

Il lattice si trova in natura come emulsione di acqua, caucciù e altre sostanze in quantità minime. Si presenta bianco, di un aspetto lattiginoso e una consistenza collosa.

È un componente al 100% naturale che si trova in particolari cellule, denominate laticiferi, di diverse piante e in alcuni funghi.

Il lattice più famoso è sicuramente quello estratto dall’Hevea Brasiliensis, che viene per l’appunto chiamato albero della gomma. Questa pianta ha una vita media di 35 – 40 anni, iniziando ad essere produttiva dal sesto anno, sebbene la maturità venga raggiunta intorno al dodicesimo anno di vita. Originaria delle foreste tropicali del Sud America, l’Hevea è stata via via impiantata anche in altre zone, come nel sud est asiatico, a causa della grande richiesta di caucciù.

Per la pianta, il lattice, è un liquido molto utile: viene adottato a scopo difensivo contro animali e insetti che vorrebbero approfittarsi del vegetale, ma che vi rimangono intrappolati o respinti. Il lattice ha inoltre ha delle proprietà antibatteriche che impediscono la crescita di muffe e funghi sulla corteccia, preservandone lo stato di salute.

Quest’ultima caratteristica si mantiene anche nei processi di lavorazione, rendendo il lattice un materiale molto diffuso nella realizzazione di materassi e articoli sanitari.

La seconda proprietà del lattice molto importante per l’industria, è la sua estrema elasticità, ovvero la capacità naturale di ritornare alla sua forma originale se sottoposto a pressione o allungamento. Viene addirittura riconosciuto come il prodotto più elastico che si conosca.

Un materiale ecosostenibile

La raccolta del lattice non danneggia la pianta.

Il lattice può considerarsi a tutti gli effetti un materiale sostenibile, è prodotto naturalmente dalle piante senza alcun intervento dell’uomo. Anche nel suo prelievo la pianta non viene stressata: la corteccia è incisa ortogonalmente ai canali laticiferi, affinché la crescita dell’albero continui indisturbata. Il liquido, che a contatto con l’aria inizia a coagulare, sgorga fuori e viene raccolto nelle ciotole legate al tronco.

In realtà il materiale che fuoriesce dalla pianta è a rischio decomposizione. Per poterlo stabilizzare e successivamente lavorare, viene mescolato a delle soluzioni, le più comuni sono la lisciva di soda e l’ammoniaca. Queste aggiunte non devono spaventare il consumatore finale, perché si volatilizzano durante i processi di lavorazione delle lastre di lattice.

L’unico aspetto che può inficiare la sua sostenibilità può essere legato alla deforestazione portata avanti per sostituire le foreste naturali con le piantagioni. Per questo è bene affidarsi sempre agli enti già citati, come FSC e PEFC, acquistando prodotti da filiere certificate che controllano la provenienza della materia prima.

La schiuma di lattice

L’aria rende il lattice più elastico e morbido

I processi di lavorazione del lattice possono essere naturali o meno, a seconda dei componenti della miscela. Qui nasce la definizione di lattice sintetico: esso non è nient’altro che il materiale naturale con l’aggiunta di additivi chimici per poter ottenere le proprietà volute.

Sebbene i regolamenti europei non facciano distinzione tra le due definizioni, è bene precisare che quando si parla di materassi, per esempio, si parla in realtà di schiuma di lattice. Essa è il composto primario formato dalla miscela di lattice a aria, che si ottiene con la prima lavorazione, eseguita poco dopo la raccolta. Viene aggiunta aria, così che la miscela non sia solo elastica ma anche molto più morbida. Dalla
schiuma si procede alla lavorazione per ottenere il prodotto finito. Clicca qui per maggiori informazioni sulle fasi successive della realizzazione dei materassi in lattice.

Produzione artigianale

La lavorazione inizia già a bordo foresta

Il lattice ha una filiera che in pratica può essere definita artigianale all’inizio alla fine.

L’estrazione dalle piante viene effettuata manualmente e costituisce il principale sostentamento delle comunità che vivono nei pressi di queste piantagioni. In loco avvengono anche i primi processi della lavorazione, come la realizzazione della schiuma di lattice. A seguire i blocchi solidi di materiale si spostano presso i produttori delle lastre di lattice e infine capillarmente ai materassai.

La limitata quantità di materia prima 100% naturale, rende i prodotti di valore maggiore e questo è un ottimo incentivo a mantenere l’alto standard artigiano nella produzione.

L’importante è verificare sempre la certificazione del prodotto, che può dare maggiori informazioni sulla sua provenienza. Ad esempio il marchio Oeko-Tex garantisce una filiera tessile sostenibile, dalla raccolta della materia prima alla sua messa in commercio.

I prodotti realizzati con il lattice

Settore sanitario, prodotti per l’infanzia, arredamento e bedding

Le proprietà naturali del lattice lo rendono insostituibile in diversi campi. Anche i prodotti in lattice sintetico hanno sempre alla base una percentuale della materia prima naturale senza la quale sarebbe impossibile ottenere tutti i suoi pregi.

Per le proprietà antibatteriche ed elastiche, il lattice viene comunemente usato nel settore sanitario, negli articoli per l’infanzia e nel bedding.

Nel settore sanitario, oltre ai ben conosciuti guanti in lattice, si producono fasce e lacci emostatici, tubi e sacche per diverse applicazioni, nonché apparecchi ortodontici e anticoncezionali.

Nell’infanzia l’articolo più conosciuto è sicuramente il ciuccio, ma anche giocattoli e pannolini vari possono essere realizzati con una percentuale di lattice.

Nell’arredamento i materassi in lattice sono una tradizione molto attuale, con le loro qualità ineguagliabili da prodotti artificiali.

Ai tre settori che ne fanno maggior utilizzo, si aggiungono poi una serie di utilizzi alternativi che si ritrovano nella vita di tutti i giorni, dagli indumenti agli articoli sportivi, dagli pneumatici alle gomme da masticare.

I prodotti in lattice nell’arredo

Materassi, imbottiture, tende doccia

I principali articoli in lattice del settore arredo sono materassi, cuscini e tende. Queste sono utilizzate in genere come tende doccia, un ambiente nel quale l’aspetto sanitario e antibatterico è molto importante, ma ad ogni modo sono i materassi a costituire il prodotto di punta del settore.

L’elasticità, la durevolezza e le proprietà naturali delle lastre di lattice le rendono ideali per l’imbottitura di cuscini e materassi. La schiuma di lattice utilizzata, presenta una struttura a microcelle che, oltre a rendere soffice il prodotto, favorisce il ricircolo di aria, rendendolo fresco e autoventilato. Questo, unito alla proprietà antibatterica, aiuta a far sì che il prodotto sia più salubre e meno sensibile a germi e muffe.

Uno dei più famosi produttori di lastre di lattice in Europa è la belga Latexco, che guarda alla sua produzione con un occhio di riguardo per l’ambiente. Questa azienda è stata la prima nel settore ad essere alimentata al 100% da energia rinnovabile e vanta numerose certificazioni ambientali per i suoi articoli.

A partire dall’FSC, garanzia che il lattice raccolto proviene da piantagioni controllate, passando per l’Oeko-Tex, che ne attesta la filiera sostenibile e l’EU Ecolabel, che certifica tutto il ciclo vita del prodotto finito come ecosostenibile.

Smaltimento del prodotto a fine vita

Il lattice è riciclabile e biodegradabile

Il lattice è di per sé un materiale al 100% naturale e biodegradabile. Tuttavia, se lasciato in discarica, può subentrare il problema del grande spazio occupato.

Per questo molte volte si preferisce trovare una soluzione che ne preveda il riciclo. Ci sono ad esempio prodotti come l’asfalto o i paletti segnaletici che necessitano delle proprietà elastiche del lattice, ma non richiedono che esso sia puro.

Si può essere allergici al lattice?

Sì, ma solo per contatto diretto

La naturalezza del lattice non lo rende esente dal manifestare reazioni allergiche in alcune persone. È infatti riconosciuto che si possano verificare casi di ipersensibilità all’albumina, una componente del lattice naturale.

Il fenomeno allergico è da tenere bene in considerazione, perché può portare a shock anafilattico, ma ricordando che si verifica solo con un contatto diretto tra il prodotto e la persona.

Di conseguenza, sebbene si raccomandi di verificare comunque ogni articolo, ce ne sono alcuni come i guanti che possono essere molto pericolosi, mentre altri meno, come i materassi. Qui infatti le lastre di lattice che costituiscono gli strati interni del prodotto, non vengono mai a contatto con la pelle.

Spesso quella che si pensa essere un’allergia al lattice è in realtà una comune allergia alla polvere e agli acari, che con un materasso di questo materiale possono essere ridotti, grazie alle sue proprietà antibatteriche a alla struttura che favorisce l’areazione.