cartone

Il cartone: materiale 100% sostenibile per un futuro più sostenibile, non solo nel packaging.

Indice

Il materiale

Dall’Ottocento ai nostri giorni

Il cartone è un materiale di derivazione vegetale, come la carta, molto diffuso per le sue proprietà di resistenza alla compressione e all’umidità, unite alla leggerezza.

Il suo utilizzo inizia diversi secoli fa in Cina, ma per la comparsa delle prime scatole in cartone bisogna attendere l’Inghilterra dell’Ottocento, dove venivano inizialmente utilizzate per contenere i cappelli a cilindro alto.

Con il passare del tempo il suo utilizzo si è diffuso ad ogni settore, principalmente nell’ambito del packaging, basti pensare che ogni anno, solo in Italia, ne vengono prodotti quasi 6 miliardi di metri quadrati. Gli ultimi decenni stanno vedendo l’impiego del cartone anche in ambiti molto differenti, come l’architettura e il design, ma di questo se ne parlerà più avanti nell’articolo.

Quello che è interessante sottolineare è che il cartone è un materiale assolutamente sostenibile nella sua definizione completa, ovvero quella che riguarda le tre valenze, economica, ambientale e sociale. Questo lo colloca di diritto tra i materiali che ricopriranno un ruolo fondamentale nell’evoluzione della società attuale, proiettata verso un’economia circolare e un futuro più green.

Andiamo allora a vedere quali sono i vantaggi del cartone, dalla lavorazione della materia prima al suo riciclo.

La produzione sostenibile

Cellulosa e collanti naturali

Innanzitutto bisogna sapere che il cartone diventa tale sopra un certo spessore, convenzionalmente 224 g/m2 , al di sotto si tratta di carta.

Per realizzare fogli di carta o di cartone vergine si parte dall’abbattimento dell’albero. Per questo è sempre bene accertarsi che il materiale sia certificato FSC o PEFC, garanzie di una materia prima controllata.
La parte di tronco che viene utilizzata è quella centrale, ricca di fibre di cellulosa, mentre la corteccia viene destinata ad altri scopi. Il legno viene macinato e, attraverso processi alternati di lavaggio e cottura volti a purificare il prodotto, si ottiene una pasta. Questa a sua volta viene stesa mediante il passaggio in due rulli che ne rimuovono il 90% di umidità e ne determinano lo spessore. I fogli così ottenuti sono arrotolati su grandi bobine che verranno poi tagliate della dimensione richiesta.

Sebbene sia pensiero comune che la carta bianca che utilizziamo sia vergine, in realtà quella proveniente al 100% da cellulosa è solo circa la metà del mercato. La restante parte è realizzata con fibra riciclata, che segue indicativamente le stesse lavorazioni, con la differenza che la materia prima non è costituita da legno, ma da carta già utilizzata.

Inoltre la materia prima in Europa proviene dalle foreste di Finlandia e Svezia, dove il ritmo di reimpianto annuale di alberi è più alto di quello di abbattimento, garantendo la piena sostenibilità dei prodotti. Alle fasi delle lavorazioni primarie ne possono seguire altre per la composizione di cartoni più prestanti.
Infatti, il classico cartoncino piano che si trova in commercio, è caratterizzato da una rigidità bassa, che non sarebbe sufficiente a soddisfare gli usi del mercato.

Il tipo di cartone più comune è denominato ondulato e la classe principale, la mono onda, è composta da due fogli piani laterali con al centro uno strato costituito da un foglio, appunto, ondulato, che fornisce all’insieme rigidità e resistenza. L’altezza delle onde può variare, così come il numero, a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare e delle proprietà che è necessario ottenere. Anche questo procedimento
mantiene le caratteristiche sostenibili del materiale, infatti i componenti sono legati tra loro grazie all’utilizzo di collanti naturali, come ad esempio fecola di patate o amido di mais.

A fine vita riinizia un altro ciclo

In Italia l’80% della materia prima è riciclata

Il cartone è realizzato al 100% con materiale naturale, sia esso derivante dalla cellulosa vergine o da carta riciclata. Anche quando è un prodotto composto, come ad esempio il cartone ondulato, le colle utilizzate per legare i componenti sono derivati da materie prime organiche. Con questo si può dire che il cartone è perfettamente riciclabile e biodegradabile al 100%.

In Italia l’80% della materia prima dalla quale si ricava la pasta di carta è costituito dal macero, ovvero materiale riciclato. La restante parte è destinata agli usi che, per legge, devono essere derivati da pura cellulosa vergine, ad esempio i prodotti utilizzati nel settore alimentare a contatto con il cibo. La percentuale pura deriva comunque da foreste certificate per la loro gestione sostenibile, il che ne limita l’impatto ambientale.

I prodotti realizzati con il cartone

Non solo imballaggi

Il cartone è uno dei materiali più diffusi nel mondo dell’industria e non solo. Le sue caratteristiche di sostenibilità, resistenza e leggerezza, unite alla flessibilità, lo rendono ideale per molti tipi di imballo, così come per opere d’arte e complementi d’arredo.

Il settore del packaging la fa da padrone, vedendo aumentare ogni anno i prodotti che ne fanno uso. Una clientela più attenta ai consumi e agli sprechi di imballaggi monouso, fa sì che anche le grandi industrie debbano per forza investire nello sviluppo di soluzioni che prevedano l’impiego di questo materiale ecologico.

Si stima, ad esempio, che il 75% degli italiani, all’atto dell’acquisto di un prodotto, siano influenzati dall’impatto ambientale del suo imballaggio. Tanto che Vickie Van Hurley, un esperto di brand americano, arriva a definire il packaging come ‘il venditore silenzioso, che ha il compito di informare i consumatori sulla qualità e la funzione del prodotto’.

E così la Apple vende l’Iphone in una scatolina di cartone che rispecchia i valori del marchio, numerosi fast food utilizzano questo materiale per le confezioni monouso dei loro alimenti e la Coca Cola ha un piano per sostituire la pellicola termoretraibile con il cartone, che porterà ad eliminare 4000 tonnellate di plastica nell’Europa occidentale.

Se gli imballi sono un impiego ben noto a tutti, un utilizzo del cartone nell’arredo non è così scontato.
A partire dagli anni Settanta dello scorso secolo, questo materiale ha fatto la comparsa nel settore design, sia per la sua estrema lavorabilità, che come ulteriore spinta virtuosa verso un futuro più sostenibile. Nel caso di strutture che necessitano di essere installate  permanentemente, ad esempio in uffici e case, la leggerezza del cartone standard essere sostituita da stabilità e durabilità.

I fogli di cartone sono più spessi o presentano diversi strati, alcune volte sono anche dipinti per aumentarne la solidità. Questo permette la realizzazione di complementi d’arredo perfettamente funzionali, sedie certificate a sorreggere due quintali di peso, librerie, credenze… Il tutto senza l’aggiunta di nessun prodotto chimico, e non servono colle: l’assemblaggio infatti, è eseguito tramite incastro o piegatura.